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L’importanza dello screening: prevenzione della scoliosi in età evolutiva

La scoliosi infantile è una patologia che può portare, se trascurata, a complicanze importanti nello sviluppo del bambino, non solo da un punto di vista ortopedico. E’ perciò fondamentale che la diagnosi sia precoce per poter correggere il difetto quando è ancora lieve. Da qui l’importanza dello screening per le scoliosi eseguito al momento opportuno.

Partiamo con il dire che se la diagnosi è precoce la terapia è più semplice. I pediatri di famiglia e i genitori sono il punto focale di questo processo. 

Quali sono i segni di alterazione posturale che un genitore può cogliere nella postura del proprio bambino?

Sicuramente un’osservazione accurata della posizione in cui il bambino sta seduto mentre studia o mangia può dare qualche informazione iniziale.

Segni di scoliosi: Cosa osservare?
L'importanza dello screening
Areafisio Manerba

Tuttavia per una valutazione più approfondita è necessario osservare il bimbo semi-nudo (magari in occasione del post doccia) e in stazione eretta con le braccia lungo i fianchi. Ci si pone posteriormente e si guarda se sono presenti asimmetrie nell’altezza delle spalle, nella “forma” delle scapole, differenze tra i fianchi (triangoli della taglia) e asimmetrie toraciche (sia anteriormente che posteriormente).

E’ importante che questo tipo di osservazione venga ripetuta nel tempo (magari ogni 2 mesi) per tenere monitorata la crescita ed accorgersi tempestivamente nel caso in cui compaiano “nuove” asimmetrie.

Nel caso in cui si manifestino tali indicatori è consigliato il ricorso ad un consulto fisioterapico, indirizzandosi a personale specializzato nel trattamento di questa patologia.

In cosa consiste lo screening?

Una volta che viene evidenziata una scoliosi, questa va seguita e tenuta sotto osservazione: nel caso di scoliosi lievi- moderate è necessario intervenire con ginnastica posturale (individuale o di gruppo), abbinata ad un corsetto in caso di scoliosi moderate-gravi. Le scoliosi molto gravi vengono invece trattate chirurgicamente.

Quello che la fisioterapia si propone di fare, a volte con l’aiuto del corsetto, è di intervenire tempestivamente per risolvere il problema prima che si renda necessario l’intervento chirurgico.

Da qui l’importanza dello screening, che costituisce il primo passo per identificare i casi di sospetta scoliosi.

Dopo un’attenta raccolta anamnestica si procede con l’osservazione clinica del paziente: si ricercano asimmetrie a livello di spalle, scapole, torace e fianchi in stazione eretta. Si valutano poi eventuali rotazioni di bacino o dismetrie degli arti inferiori che potrebbero alterare la nostra valutazione.

Test di Adam. L'importanza dello screening.
Areafisio Manerba

Successivamente viene eseguito il test di Adams (si chiede al ragazzo di flettersi in avanti da in piedi) attraverso l’uso dello scolio metro. Casi sospetti di scoliosi (con gradi misurati con lo scoliometro di circa 5/7° Bunnel) vengono spesso identificati e diagnosticati con Cobb >10° in radiografia.

Non sempre è necessaria una radiografia! Se durante lo screening si notano asimmetrie importanti ed il test di Adams risulta positivo si consiglia una visita ortopedica durante la quale lo specialista valuterà se eseguire o meno la radiografia.

La diagnosi di scoliosi è radiografica in quanto solo attraverso questo esame si può effettivamente stabilire la gravità della patologia (gradi Cobb). 

Molti studi evidenziano l’importanza dello screening, in quanto i pazienti che vi sono sottoposti ricorrono più raramente ad interventi chirurgici.

Quando è il momento giusto?

Anche individuare l’età giusta in cui effettuare la valutazione è molto importante: una visita troppo precoce potrebbe non evidenziare nulla mentre una visita troppo tardiva potrebbe averci fatto perdere tempo prezioso. E’ consigliabile eseguire uno screening prima dello sviluppo puberale (momento in cui la crescita comincia a diventare molto rapida), solitamente attorno ai 9-11 anni per le ragazze e verso i 12-13 anni per i ragazzi.

Scritto da Francesca Capatori – fisioterapista OMPT, specializzata nel trattamento delle deformità della colonna vertebrale in età evolutiva.